Martedì, 17 Luglio 2018

LA MILANESE IDA AMLESU’ E IL ROMANO FEDERICO IOCCA NARRATRICE E TRADUTTORE ITALIANI DELL’ANNO

Ida Amlesù (Milano) e Federico Iocca (Roma) si aggiudicano il riconoscimento di migliore autrice e miglior traduttore dell’anno per la sezione italiana della IX edizione del Premio Raduga, il concorso letterario ideato dall’Associazione Conoscere Eurasia di Verona che ogni anno seleziona i giovani talenti italiani e russi tra i 18 e i 35 anni. I vincitori sono stati svelati oggi a Irkutsk, uno dei principali centri culturali, formativi e industriali della Siberia orientale dove, assieme ai giovani italiani, la giuria presieduta da Inge Feltrinelli ha premiato anche la narratrice Irina Michajlova e la traduttrice Julija Gimatova per la sezione russa. Il racconto ‘Terramara’ di Ida Amlesù e la traduzione di Federico Iocca dal testo “Pianura” (di Galina Uzrjutova) sono pubblicati insieme a quelli delle vincitrici russe e di tutti i finalisti sul volume antologico bilingue “Almanacco Letterario”, edito già da Conoscere Eurasia Edizioni.

FALLICO (CONOSCERE EURASIA): IL POTERE DELLA LETTERATURA PER UNA SOCIETÀ PIÙ A MISURA D’UOMO

Sono stati annunciati oggi i 20 finalisti del Premio Raduga, il concorso letterario italo russo per giovani autori e traduttori tra i 18 e i 35 anni, giunto ormai alla IX edizione. Per la sezione italiana della categoria “Giovane narratore dell’anno” del Premio, ideato dall’Associazione Conoscere Eurasia di Verona, i concorrenti ammessi alla valutazione finale sono: Ida Amlesù (classe 1990, Milano); Matteo Anichini (1992, Firenze); Alice Magnoni (1996, Sesto San Giovanni – Milano); Marta Vitale (1989, Voghera – Pavia) e Giuseppe Zarrella (1986, Cava de’ Tirreni – Salerno). Completano l’elenco i narratori finalisti russi: Aleksej Artem’ev (1991, Efaevo – Repubblica di Mordovia); Bulat Chanov (1991, Kazan); Irina Michajlova (1986, Ljubercy – regione di Mosca); Timur Sazonov (1985, Sachty – regione di Rostov) e Galina Uzrjutova (1983, Ul’janovsk).

Tra i talenti italiani che hanno concorso nella categoria ‘Giovane traduttore dell’anno’, si sono distinti nella traduzione di alcuni grandi classici della letteratura russa Alice Bravin (1987, Udine); Donatella Caristina (1984, Messina); Niccolò Galmarini (1985, Albavilla – Como); Federico Iocca (1985, Roma) e Roberta Sala (1987, Voghera – Pavia).  Assieme a loro i cinque finalisti russi tra i quali verrà scelto il più abile traduttore delle opere italiane: Julija Galatenko (1982, Mosca); Marija Titievskaja (1990, Jaroslavl’); Anna Tigaj (1989, Mosca); Ekaterina Spirova (1988, Mosca) e Julija Gimatova (1994, Saratov).

Selezionati da due commissioni composte da esponenti del mondo editoriale e letterario dei due Paesi, che hanno valutato i lavori di 705 iscritti gratuitamente alla IX edizione del Premio provenienti da Italia (209 narratori e 74 traduttori) e Russia (401 narratori e 21 traduttori), i vincitori saranno svelati il prossimo 29 giugno a Irkutsk, la ‘Parigi della Siberia’, e riceveranno, oltre alla pubblicazione delle loro opere sull’Almanacco letterario bilingue edito da Conoscere Eurasia, anche un premio in denaro (5.000 euro per il ‘Giovane narratore dell’anno’ e 2.500 euro per il ‘Giovane traduttore’).

Sarà un viaggio sulle orme di Massimo Gorki quello dei 7 scrittori russi che, dal 14 al 21 aprile, saranno accompagnati dall’Associazione Conoscere Eurasia alla scoperta di Napoli, Capri e Sorrento, città care allo scrittore e drammaturgo russo che, per molti anni, vi ha vissuto.

In occasione del 150° anniversario dalla sua nascita, i letterati russi saranno quindi protagonisti di un itinerario alla scoperta di alcuni dei luoghi più significativi legati al soggiorno in Italia del grande classico del XX secolo. In particolare, due tappe saranno dedicate alla Fondazione Premio di Napoli, impegnata dal 1961 a promuovere la produzione letteraria e il dibattito culturale nel territorio campano, e all’Associazione culturale "Massimo Gorki", che dal 1946 promuove iniziative di reciproca conoscenza tra la regione Campania e la Federazione Russa.

LUNEDÌ 19 L’ULTIMA PROIEZIONE CON “IL TEMPO DEI PIONIERI” DI DMITRIJ KISELËV

Verona, 16 marzo 2018. Sono i primi passi dell’uomo nello spazio gli ultimi protagonisti di “Incontri con il cinema russo”, la rassegna cinematografica di Associazione Conoscere Eurasia che, lunedì 19 marzo, chiude con “Il tempo dei pionieri” (2017) di Dmitrij Kiselëv (sala convegni, terzo piano ore 20.30, ingresso gratuito) un’edizione da tutto esaurito, segnando una media di 200 spettatori a serata.

LUNEDI’ 26 FEBBRAIO IN GRAN GUARDIA LA PROIEZIONE DI “PAROLA DI DIO”, L’ULTIMO FILM DI KIRILL SEREBRENNIKOV

Verona, 23 febbraio 2018. C’è anche la regia provocatoria del maestro russo Kirill Serebrennikov nel calendario degli “incontri con la cultura russa”, la rassegna cinematografica organizzata dall’Associazione Conoscere Eurasia in collaborazione con Verona Film Festival che fino al 19 marzo proietterà i migliori film russi dell’ultimo decennio selezionati dal critico cinematografico Giancarlo Beltrame (Palazzo della Gran Guardia – terzo piano - ogni lunedì alle 20:30 ingresso libero).

Nell’articolo di Giacomo A. Dente un viaggio nella storia e nella cultura dei sapori d’Italia attraverso i musei dedicati al cibo, a partire dalle esposizioni per l’olio e il vino di Lungarotti a Torgiano in Umbria.

L’amore, il banchetto, il vino e il Medioevo. Per San Valentino il Museo del Vino di Torgiano (MUVIT), riscopre il “bevi se puoi”, gioco medievale che ha attraversato i secoli fatto di coppe a inganno delle quali va svelato il “trucco”, in cui il nettare di Bacco fuoriesce solo da misteriosi condotti. Era il gioco degli innamorati e, il 14 febbraio, il museo della Fondazione Lungarotti lo ripropone con il “Drink if you can tour”, un percorso alla scoperta di questi oggetti e di altre opere che svelano il significato profondo del vino, come simbolo culturale legato all’amore e alla convivialità.

Nel suo articolo Federico Quaranta scrive: “Il mondo del vino italiano deve molto alla famiglia Lungarotti perché, come poche altre, ha contribuito a far conoscere questa bevanda e a crearne una cultura intorno” e sottolinea che il Rubesco Riserva Vigna Monticchio prodotto dall’azienda umbra “ha fatto conoscere Torgiano a mezzo mondo”.

Scoprire il ruolo della donna, da sempre musa ispiratrice di artisti, scrittori e poeti, cogliendone la trasformazione nei secoli.