Venerdì, 25 Maggio 2018

BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): MERCATO CINESE IL PIU’ PROMETTENTE. RIMONTA ITALIANA APPENA INIZIATA

Una quota di mercato che traguarda il 7%, un valore delle vendite che supera tra gennaio e febbraio i 30 milioni di euro e un incremento in valore anno su anno del 34,7%, contro la media mondo a +19,7%. È iniziato sotto una buona stella il 2018 per il vino italiano in Cina, che dopo un 2017 chiuso a +18,6% mette a segno un primo bimestre da record. Stando ai dati import delle dogane cinesi, analizzati, alla vigilia del Vinitaly, dall’Osservatorio del vino Paesi terzi di Business Strategies in collaborazione con Nomisma Wine Monitor, quella italiana è la migliore tra le performance dei principali produttori mondiali di vino nel Paese del Dragone, una corsa che vale al Belpaese il 4° posto – soffiato alla Spagna – nella classifica dei top importer cinesi.

Sullo sfondo dell'analisi sull'export del vino italiano dell'Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies, Carlo Cambi ripercorre inefficienze e ritardi nel meccanismo di promozione del vino Italiano legato all'Ocm. Un'impasse tutta italiana - scrive Cambi - della misura europea, che preoccupa a fronte della crescita dei cugini francesi e spagnoli.

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BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): GAP CON LA FRANCIA SU CINA E GIAPPONE SALE A 1,4MLD DI EURO. SERVE REGIA PROMOZIONE

I 12 MESI DEL VINO NEI TOP 8 PARTNER COMMERCIALI EXTRA-UE (90% VALORE PAESI TERZI)
· +5,9% le importazioni di vino italiano nei Paesi terzi nel 2017, Francia e Spagna vicine a +10%, Australia a +12%
· Vino italiano top market in Russia, Norvegia e Svizzera. Francia in Usa, Cina, Canada e Giappone. Cile in Brasile
· Negli Usa, Italia in recupero a dicembre su leader Francia: è testa a testa (1,649 vs 1,644mld di euro)
· In Cina e Giappone Italia a 313mln di euro, Francia a 1,729mld

AL VIA IL PROGETTO DI PROMOZIONE CONGIUNTO FIRMATO BUSINESS STRATEGIES & SHANGHAI MORNING POST

ITALIA CRESCE MA PERDE QUOTE SUI COMPETITOR. PREZZO MEDIO A INCREMENTO ZERO

Natale senza fiocchi per il vino italiano, che si appresta a chiudere l’anno in crescita (circa 5,9 miliardi di euro il valore dell’export stimato) anche se a brindare saranno i suoi competitor, che crescono molto di più e in alcuni casi doppiano la performance del Belpaese. È la sintesi del bilancio consuntivo 2017 su 10 tra i principali mercati importatori di vino (67% dell’import totale) tracciato dall’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies e realizzato in collaborazione con Nomisma-Wine Monitor.

BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): USA FESTEGGIANO RIPRESA CON VINI FRANCESI

Prosegue l’impasse italiano nella commercializzazione di vino sul mercato statunitense, con la Francia che allunga decisamente il passo. Secondo l’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies, le importazioni a valore dei vini del Belpaese aggiornate ai primi 10 mesi di quest’anno hanno infatti perso ulteriore smalto (+1,4%, a/a, fonte dogane) a tutto vantaggio dei cugini d’Oltralpe (+16,4%) – che dopo il sorpasso provano la fuga – e della Nuova Zelanda (+8,3%).

DOMANI A WINE2WINE IL ‘DOS AND DON’TS’ DI BUSINESS STRATEGIES NEGLI AFFARI COL DRAGONE

Guanxi, “falsi fratelli” e brindisi a mezz’aria. Ma anche biglietti da visita consegnati a due mani, Vpn e studi semantici per la traduzione dei nomi. Sembrerebbe un messaggio in codice, ma sono solo alcune delle pillole del decalogo per il mercato del vino italiano in Cina che sarà presentato domani (dalle 12:15 alle 12:45) dalla Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta, al Wine2Wine di Veronafiere.

“Le distanze con i competitor si mantengono ampie, ma diversi indicatori ci mostrano come il vino italiano in Cina possa essere non lontano da un punto di svolta. A partire dal suo posizionamento, con il prezzo medio che cresce proprio nell’anno in cui scende in doppia cifra quasi per tutti”. Lo ha detto, oggi a Firenze al convegno sul commercio internazionale di vino organizzato dall’Accademia dei Georgofili, la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta.

AL CONVEGNO ASSOENOLOGI LA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DI FORMAZIONE TARGATO BUSINESS STRATEGIES

Quindici città, 100 classi, 2.400 studenti e 1 milione di followers per formare gli appassionati di vino in Cina e allo stesso tempo indagarne gusti e preferenze a partire dagli autoctoni italiani. Sono i numeri del nuovo progetto di formazione per il vino italiano in Cina della Taste Italy! Wine Academy, la prima wine school italiana interamente dedicata ai winelovers cinesi fondata da Business Strategies a Shanghai nell’aprile dello scorso anno.

Secondo i dati elaborati dall'Osservatorio Paesi terzi di Nomisma Wine Monitor e Business Strategies, nei primi nove mesi dell'anno le etichette francesi negli Usa hanno superato quelle italiane, facendo perdere al Belpaese un primato che durava dal 2008. Per Silvana Ballotta, ceo di Business Strategies: "Gli Stati uniti sono la cartina tornasole della ridotta competitività del settore, frutto di azioni di marketing deboli". 

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