Martedì, 17 Luglio 2018

Comunicati stampa (277)

VITE&VINO DELL’INFORMATORE AGRARIO PARLA DI ENOLOGIA DI PRECISIONE

“Con l’Internet of Things siamo di fronte a una rivoluzione. Se la prima è stata con l’arrivo della fillossera, la seconda, dopo più di 100 anni, è quella del digitale. E questa volta nessuna parte della filiera ne è esclusa, dalla produzione al consumo, attraverso un sistema fortemente connesso e agevolato dalla diffusione degli smartphone”. Lo ha detto il professor Attilio Scienza, professore di viticoltura ed Enologia all’Università di Milano, intervenendo al convegno “IoT in vigna e cantina”, organizzato dalle Edizioni L’Informatore Agrario e durante il quale è stata presentata “Vite&Vino”, la nuova rivista del gruppo.
“Con l’Internet delle Cose ci stiamo indirizzando verso l’enologia di precisione – ha dichiarato il professor Maurizio Ugliano dell’Università di Verona – che permetterà anche di ridurre l’impatto ambientale dell’intero processo produttivo del vino”.

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L’ANALISI SU VITE&VINO, LA NUOVA RIVISTA DELL’INFORMATORE AGRARIO

Diminuiscono dell’8% tra il 1° gennaio e il 15 marzo di quest’anno le giacenze in Italia di vino e di prodotti a monte del vino, in particolare i mosti e il vino nuovo in fermentazione. È quanto emerge da un’analisi dei 18.100 registri (detenuti da 15.152 aziende) attivi al 15 marzo 2018, sulla piattaforma informatica del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) e pubblicata sul primo numero della rivista Vite&Vino delle Edizioni L’Informatore Agrario, presentata questa mattina al Vinitaly.

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IL PROGETTO TARGATO COLLINA DEI CILIEGI E FIRMATO DA RAUSCEDO, BOURGUIGNON E ROGER

Un anno di ricerche, microvinificazioni, analisi delle parcelle e della geofisica dei vigneti con i maggiori esperti mondiali del settore per pensare a un nuovo super vino extra-doc in Valpolicella. Un prodotto inedito, a base Corvina e Teroldego, che incrocia quindi 2 autoctoni simbolo delle Venezie e che nasce in un’area cru tra i 500 e i 700 metri di altitudine. È quanto accaduto in Valpantena (microarea situata all’interno della Valpolicella, Verona) a ‘La Collina dei Ciliegi’, start up vitivinicola guidata da Massimo Gianolli, imprenditore della finanza e appassionato di vino. Che ha messo insieme una task force – presente oggi al Vinitaly per il convegno di presentazione del progetto – tra cui spiccano i coniugi Claude e Lydia Bourguignon, consulenti agronomi dei più importanti Châteaux francesi; Ermanno Murari della cooperativa Rauscedo, leader mondiale nella selezione clonale delle varietà di vite; e del consulente Christian Roger, esperto di vino, finanza e nella gestione di portafogli di investimento che hanno come protagonista il vino.

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MAZZONI (IMT): VERDICCHIO NON PUÒ PRESCINDERE DALL’AGROALIMENTARE MARCHIGIANO

Viaggia sul binario “cibo & vino” l’alta velocità dell’export enologico made in Italy. Ad evidenziarlo oggi a Vinitaly, con un’analisi della geografia dell’export agroalimentare italiano, il convegno “Vino e agroalimentare, la ricetta vincente del nostro export”, organizzato dall’Istituto marchigiano di tutela vini (pad. 7, C6-C9). Secondo le elaborazioni di Nomisma Wine Monitor, infatti, tra il 2007 e il 2017 le esportazioni delle due categorie merceologiche hanno registrato andamenti pressoché paralleli, con valori delle vendite che sono aumentati nel decennio rispettivamente del 68% (agroalimentare) e del 69% (vino), ed è proprio dove c’è cibo italiano che trova più fertile mercato anche il vino tricolore. Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia, che assorbono complessivamente il 56% delle esportazioni di vino, sono anche le 4 principali destinazioni dell’agroalimentare, con quasi la metà della quota export (45%, per un valore complessivo di 18 miliardi di euro) e circa il 30% dei ristoranti italiani fuori dai confini.

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