Venerdì, 25 Maggio 2018

Comunicati stampa (266)

MAZZONI (IMT): VERDICCHIO NON PUÒ PRESCINDERE DALL’AGROALIMENTARE MARCHIGIANO

Viaggia sul binario “cibo & vino” l’alta velocità dell’export enologico made in Italy. Ad evidenziarlo oggi a Vinitaly, con un’analisi della geografia dell’export agroalimentare italiano, il convegno “Vino e agroalimentare, la ricetta vincente del nostro export”, organizzato dall’Istituto marchigiano di tutela vini (pad. 7, C6-C9). Secondo le elaborazioni di Nomisma Wine Monitor, infatti, tra il 2007 e il 2017 le esportazioni delle due categorie merceologiche hanno registrato andamenti pressoché paralleli, con valori delle vendite che sono aumentati nel decennio rispettivamente del 68% (agroalimentare) e del 69% (vino), ed è proprio dove c’è cibo italiano che trova più fertile mercato anche il vino tricolore. Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia, che assorbono complessivamente il 56% delle esportazioni di vino, sono anche le 4 principali destinazioni dell’agroalimentare, con quasi la metà della quota export (45%, per un valore complessivo di 18 miliardi di euro) e circa il 30% dei ristoranti italiani fuori dai confini.

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PINTON (FEDERBIO): ESTERO MERCATO DI ELEZIONE, ANCORA BASSO QUELLO INTERNO. BENE LE MARCHE

“La viticoltura biologica negli ultimi dieci anni è esplosa a livello mondiale, con la sua superficie vitata quintuplicata negli ultimi 14 anni. E l’Italia – che ha raddoppiato la superficie negli ultimi 5 anni – oggi rappresenta un quarto del vigneto-bio di tutto mondo”. Lo ha detto consigliere delegato di Federbio, Roberto Pinton, intervenuto questa mattina a Vinitaly al convegno organizzato dal Consorzio Vini Piceni. “Il fenomeno del biologico – ha aggiunto – è ormai una vera e propria tendenza e la regione Marche è una di quelle che in Italia risponde con maggiore slancio al trend di crescita ed è, assieme a Piemonte, Emilia-Romagna e Sicilia, tra le regioni cresciute in tripla cifra. Ma a un peso della Sau sempre più rilevante non corrisponde ancora un adeguato valore delle vendite sul mercato interno, con il mercato di elezione che rimane quello estero, Germania (33% dell’export complessivo) e Usa (12%) in primis”.

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PROSECCO IL PIÙ CONSUMATO E CONOSCIUTO, PECORINO IL PIÙ INNOVATIVO, PASSERINA L’EMERGENTE

In Italia si consuma meno vino ma si beve tutti, o quasi. Lo dimostra l’indagine sui vini di tendenza realizzata per il Consorzio vini Piceni da Nomisma Wine Monitor e presentata oggi al Vinitaly. La survey, rivolta a un campione rappresentativo di 1.200 consumatori sul territorio nazionale, fotografa un modo nuovo di apprezzare il vino, che rimane bevanda nazionale consumata dall’85% degli italiani (18-65 anni). Un elemento base della tavola tricolore che però è sempre più protagonista degli aperitivi (49% contro 45% di 3 anni fa) grazie ai millennials, che trainano anche l’irresistibile tendenza dei vini mixati e scelti da quasi 7 giovani su 10 e dal 61% del totale dei consumatori.

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IL PRESIDENTE DELLA REGIONE, CERISCIOLI: TAPPA IMPORTANTE PER EXPORT

“Oggi sempre di più il vino e il cibo italiano sono al centro dell’attenzione dei consumatori di tutto il mondo. Vinitaly rappresenta un evento significativo per rafforzare l’immagine di qualità delle Marche. Quella di Verona è una tappa importante per la promozione internazionale, che cerca qualità e distintività dei prodotti, che la Regione Marche sostiene con forza, facendo leva sul binomio fra vino, cibo e turismo”. Con queste parole il governatore Luca Ceriscioli ha inaugurato questa mattina a Verona lo stand della Regione Marche, che ospiterà per i quattro giorni di Vinitaly (in programma fino a mercoledì 18) 141 aziende, promuovendo così in maniera massiccia un sistema vitivinicolo rappresentato da 21 denominazioni (15 Doc, 5 Docg, una Igt), che sviluppa quasi 150 milioni di euro di fatturato, frutto di una rete di 14.000 aziende, con una superficie media di 1,23 ettari ciascuna e 17.000 ettari complessivi di vigneto a livello regionale (fonte: Regione Marche).

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