Sabato, 20 Ottobre 2018

DE ECCHER: SANZIONI ASSURDITA’, RUSSIA STRATEGICA PER IMPRESE ITALIANE

(Trieste, 21 settembre 2018). “A livello diplomatico siamo impegnati a scongelare tutti i meccanismi utili a ristabilire il dialogo tra Italia e Russia. Il nostro obiettivo primario è creare ponti con nuovi politici italiani, perlopiù poco noti nel nostro Paese. Per questo stiamo lavorando per realizzare a Mosca – speriamo entro l’anno - visite ufficiali con i rappresentanti delle istituzioni e del Governo italiano, a partire dai presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, oltre che dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte”. Lo ha detto, oggi a Trieste in occasione del 1° seminario italo-russo, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov.

(Trieste, 21 settembre 2018). Prima parte dell’anno in chiaroscuro per l’interscambio regionale con la Federazione Russa dopo la performance più che positiva del 2017 (+20%). Il Friuli Venezia Giulia ha infatti chiuso in crescita (+3,7%) il primo semestre di quest’anno a 324 milioni di euro di scambi commerciali, frutto dell’incremento in doppia cifra dell’import da Mosca (+10,5%), ma in calo del 4,8% nelle esportazioni, che si attestano a 132,6 milioni di euro. Tra le province, nel semestre vola Gorizia a 48 milioni di euro, con una crescita export del +18,6% sullo stesso periodo dell’anno precedente, seguita da Udine, anch’essa in positivo (+3,4%) a quasi 44 milioni di euro.

ANTONIO FALLICO (PRES. CONOSCERE EURASIA E BANCA INTESA RUSSIA): INNOVAZIONE E SMART CITY STRATEGICI PER RIPRESA RELAZIONI COMMERCIALI

(Bolzano, 19 settembre 2018). Crescono le esportazioni del Trentino-Alto Adige in Russia. Nel primo semestre di quest’anno, infatti, le vendite verso il più grande Paese eurasiatico hanno registrato un incremento del 3,1%, per un valore di poco superiore ai 47 milioni di euro. Un dato, questo, in contro tendenza rispetto a quello nazionale che, invece, ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con una perdita del 4,6% (circa 3,6 miliardi di euro), imputabile al clima di sfiducia delle imprese per il difficile scenario geopolitico ancora in atto. È quanto emerso, oggi, in apertura del IV seminario italo russo in corso a Bolzano, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, IDM (innovation, Development, Marketing) Sudtirol Alto Adige, Camera di Commercio di Bolzano e Provincia Autonoma di Bolzano in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Banca Intesa Russia.

"Se le imprese italiane ed europee non avranno il coraggio e la capacità di affrontare diversamente questa congiuntura sanzionatoria, intraprendendo nuove strategie di business, il rischio sarà quello di lasciare sempre più quote di mercato alla Cina". Il punto di vista di Antonio Fallico, presidente dell'Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, sulle sanzioni verso la Russia nell'articolo di Ilaria Pedrali su Libero di questa mattina.

 

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"Dal 'made in Italy' al 'made with Italy' passando per uno scambio di competenze che faccia da volano all'export. Nonostante le sanzioni, le imprese piemontesi ci credono e guardano alla Russia come a un partner commerciale importante." Su La Stampa di oggi Claudia Luise affronta i temi discussi ieri a Torino durante il convegno 'Cooperazione economico-commerciale tra le città di Torino e San Pietroburgo', organizzato dalla città di San Pietroburgo e dal Comune di Torino, in collaborazione con l’Associazione Conoscere Eurasia, Intesa Sanpaolo e Banca Intesa Russia.

 

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FALLICO (PRES. CONOSCERE EURASIA E BANCA INTESA RUSSIA): IMPRESE CREDONO NEL BUSINESS CON RUSSIA NONOSTANTE SANZIONI

(Torino, 17 settembre 2018). Si avvicina a quota 309,6 milioni di euro l’export piemontese verso la Russia nel primo semestre 2018, in crescita del 6,7% sullo stesso periodo dello scorso anno e in controtendenza con il dato Italia che, tra gennaio e giugno, ha registrato invece una contrazione sul valore delle vendite verso Mosca pari al 4,6% (a/a). Secondo i dati Istat, elaborati e presentati dall’Associazione Conoscere Eurasia in occasione del seminario “Cooperazione economico-commerciale tra le città di Torino e San Pietroburgo” in corso oggi a Torino, il Piemonte si posiziona così al 4° posto (dopo Lombardia, Veneto e Emilia Romagna) nella classifica per export verso la Federazione Russa, con un saldo della bilancia commerciale in positivo che nel semestre si attesta sui 285,9 milioni di euro. Anche se in crescita (+16% a/a), gli acquisti di merce russa nella regione si sono infatti fermati a 23,7 milioni, portando l’interscambio russo-piemontese a 333,3 milioni di euro (+7,3% a/a).

Tra poco si potrà acquistare non solo vino, ma anche parecchie altre specialità della tavola italiana su Absolute Italy Lifestyle, la struttura di e-commerce per promuovere l'agroalimentare made in Italy nei confronti dei consumatori cinesi, messa in piedi da Business Strategies e Shanghai Morning Post. L'offerta della "bottega" online si amplia con i prodotti targati Inalca Food & Beverage (Gruppo Cremonini). L'articolo di Antonio Castro di oggi su Libero.

 

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Una copertina dedicata ai vini bianchi sui Tre Bicchieri del Gambero Rosso del 6 settembre, che anticipa i due pezzi di Loredana Sottile realizzati a seguito di Collisioni Jesi. Si parte con un articolo dedicato ai 50 anni del Verdicchio dei Castelli di Jesi e ai festeggiamenti dell'Istituto marchigiano di tutela vini in occasione dell'edizione jesina di Collilsioni (pag. 6-7). A seguire l'approfondimento di mercato che riporta di dati resi noti durante il convegno "Bianco come il vino" (pag. 24-27). 

 

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Nel TG1 edizione notte del 1 settembre (ed. notte) la notizia emersa dal rapporto Nomisma-Wine Monitor durante il convegno "Bianco come il vino", organizzato dall’Istituto Marchigiano di tutela vini nell’ambito di Collisini Jesi. Il servizio di Maria Chiara Perri al min. 14'18''. Edizione a conduzione di Alessandra di Tommaso.

 

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I BIANCHI FERMI ITALIANI BATTONO LA FRANCIA E CORRONO SUI MERCATI MONDIALI (+26% NEGLI ULTIMI 5 ANNI)

(Jesi AN, 31 agosto 2018). È ormai la tipologia di vino più consumata in Italia e nel Regno Unito (e presto anche negli Usa), la più presente sulle tavole dei ristoranti del Belpaese, quella più avvantaggiata - assieme agli sparkling - dal cambiamento climatico e all’approccio femminile alla bevanda. Ma soprattutto è una leva fondamentale per l’export del prodotto enologico made in Italy. Il vino bianco fermo italiano, con un valore di 1,287 miliardi di euro l’anno, è infatti il più venduto al mondo e fa meglio della Francia (1,276 miliardi) - che ci sovrasta sui rossi e sugli sparkling -, di Nuova Zelanda, Spagna, Germania e Australia. È quanto emerso oggi da un’indagine Nomisma Wine-Monitor al convegno ‘Bianco come il vino’, organizzato dall’Istituto marchigiano di tutela vini nell’ambito di Collisioni Jesi.