Martedì, 11 Dicembre 2018

MA LUSSO È APPANNAGGIO DELLA FRANCIA

“La svolta cinese sulle importazioni annunciata dal presidente Xi Jinping parte dalle sue classi medio alte. La survey da noi realizzata sull’upper class cinese mostra come il made in Italy sia ben posizionato rispetto ai principali competitor, in particolare su arredamento e design, dove il Belpaese sbaraglia la concorrenza con il 41% delle preferenze contro il 21% del made in Japan e il 16% della Francia”. Lo ha detto, oggi a Shenzhen nel corso del Belt and Road Summit organizzato da The European House Ambrosetti e China Development Institute, la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta.

L’export del vino italiano, la percezione del suo brand tra i top buyer e il posizionamento sui mercati esteri. Sono i temi chiave del tavolo sull’internazionalizzazione, previsto martedì 9 ottobre alla prima edizione del Wine Business Forum di Milano a Palazzo Bovara. Al tavolo, i principali player di un settore simbolo del made in Italy e di un prodotto dai consumi sempre più globali.

7 SU 10 NELLA CLASSE MEDIO-ALTA DELLE METROPOLI CINESI NON CONOSCONO I PRODOTTI ITALIANI

È la Ferrari (18%) il prodotto/brand di gran lunga più conosciuto dall’upper-class cinese, seguito da pasta (10%), Gucci (9%), Barolo e Fiat al 5% e Armani al 4%. Ma quasi 7 intervistati delle metropoli cinesi non sono in grado di citare alcun simbolo del made in Italy tra cibo, vino, moda, arredo e auto. Lo rivela un estratto dell’indagine dell’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies sul posizionamento del made in Italy in Cina condotta lo scorso giugno da Nomisma Wine Monitor su un campione di 2.000 cittadini dal reddito medio-alto residenti a Pechino, Shanghai, Canton e Hong Kong.

Tra poco si potrà acquistare non solo vino, ma anche parecchie altre specialità della tavola italiana su Absolute Italy Lifestyle, la struttura di e-commerce per promuovere l'agroalimentare made in Italy nei confronti dei consumatori cinesi, messa in piedi da Business Strategies e Shanghai Morning Post. L'offerta della "bottega" online si amplia con i prodotti targati Inalca Food & Beverage (Gruppo Cremonini). L'articolo di Antonio Castro di oggi su Libero.

 

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DAL 13 SETTEMBRE ANCHE LE ECCELLENZE FOOD IN VETRINA SU WECHAT CON “ABSOLUTE ITALY LIFESTYLE”

Si allungano gli scaffali della bottega digitale Absolute Italy Lifestyle, la piattaforma e-commerce di agroalimentare Made in Italy per consumatori cinesi promossa su WeChat da Business Strategies e Shanghai Morning Post che oltre al vino completa la propria offerta con le eccellenze della tavola italiana targate Inalca Food & Beverage (IF&B - Gruppo Cremonini), disponibili sulla piattaforma dal 13 settembre. Pasta, sughi, olive, formaggi, succhi e latte sono solo alcuni dei nuovi prodotti inseriti grazie alla collaborazione con l’azienda specializzata nella distribuzione internazionale delle eccellenze agroalimentari italiane.

SETTE SU DIECI ASSOCIANO IL VINO ALLA FRANCIA

La pasta e il Barolo sarebbero il cibo e il vino italiani più conosciuti dall’upper class cinese. Ma a vincere è la non conoscenza del made in Italy, con la metà dei consumatori chiamati ad associare al Belpaese un prodotto/brand agroalimentare che risponde ‘non so’. Lo rivela un estratto dell’indagine dell’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies sul posizionamento del made in Italy in Cina, condotta da Nomisma Wine Monitor su un campione di 1.000 cittadini dal reddito medio-alto residenti a Pechino e Shanghai.

BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): DAL 2 GIUGNO NUOVA PIATTAFORMA E-COMMERCE CON SHANGHAI MORNING POST

“Sarà un Vinexpo Hong Kong da protagonista per l’Italia del vino, che assieme all’Australia sta facendo segnare il migliore trend di crescita in Cina. Il + 41,4% registrato nelle importazioni dal Dragone nel primo trimestre 2018 – contro una media import del Paese a +18,1% – consolida il sorpasso sulla Spagna al 4° posto e soprattutto rappresenta un segnale tangibile del recupero del vino italiano su una piazza da sempre considerata difficile”. Lo ha detto, alla vigilia di Vinexpo Hong Kong, la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta.

BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): MERCATO CINESE IL PIU’ PROMETTENTE. RIMONTA ITALIANA APPENA INIZIATA

Una quota di mercato che traguarda il 7%, un valore delle vendite che supera tra gennaio e febbraio i 30 milioni di euro e un incremento in valore anno su anno del 34,7%, contro la media mondo a +19,7%. È iniziato sotto una buona stella il 2018 per il vino italiano in Cina, che dopo un 2017 chiuso a +18,6% mette a segno un primo bimestre da record. Stando ai dati import delle dogane cinesi, analizzati, alla vigilia del Vinitaly, dall’Osservatorio del vino Paesi terzi di Business Strategies in collaborazione con Nomisma Wine Monitor, quella italiana è la migliore tra le performance dei principali produttori mondiali di vino nel Paese del Dragone, una corsa che vale al Belpaese il 4° posto – soffiato alla Spagna – nella classifica dei top importer cinesi.

Sullo sfondo dell'analisi sull'export del vino italiano dell'Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies, Carlo Cambi ripercorre inefficienze e ritardi nel meccanismo di promozione del vino Italiano legato all'Ocm. Un'impasse tutta italiana - scrive Cambi - della misura europea, che preoccupa a fronte della crescita dei cugini francesi e spagnoli.

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BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): GAP CON LA FRANCIA SU CINA E GIAPPONE SALE A 1,4MLD DI EURO. SERVE REGIA PROMOZIONE

I 12 MESI DEL VINO NEI TOP 8 PARTNER COMMERCIALI EXTRA-UE (90% VALORE PAESI TERZI)
· +5,9% le importazioni di vino italiano nei Paesi terzi nel 2017, Francia e Spagna vicine a +10%, Australia a +12%
· Vino italiano top market in Russia, Norvegia e Svizzera. Francia in Usa, Cina, Canada e Giappone. Cile in Brasile
· Negli Usa, Italia in recupero a dicembre su leader Francia: è testa a testa (1,649 vs 1,644mld di euro)
· In Cina e Giappone Italia a 313mln di euro, Francia a 1,729mld