Domenica, 24 Giugno 2018

SETTE SU DIECI ASSOCIANO IL VINO ALLA FRANCIA

La pasta e il Barolo sarebbero il cibo e il vino italiani più conosciuti dall’upper class cinese. Ma a vincere è la non conoscenza del made in Italy, con la metà dei consumatori chiamati ad associare al Belpaese un prodotto/brand agroalimentare che risponde ‘non so’. Lo rivela un estratto dell’indagine dell’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies sul posizionamento del made in Italy in Cina, condotta da Nomisma Wine Monitor su un campione di 1.000 cittadini dal reddito medio-alto residenti a Pechino e Shanghai.

BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): DAL 2 GIUGNO NUOVA PIATTAFORMA E-COMMERCE CON SHANGHAI MORNING POST

“Sarà un Vinexpo Hong Kong da protagonista per l’Italia del vino, che assieme all’Australia sta facendo segnare il migliore trend di crescita in Cina. Il + 41,4% registrato nelle importazioni dal Dragone nel primo trimestre 2018 – contro una media import del Paese a +18,1% – consolida il sorpasso sulla Spagna al 4° posto e soprattutto rappresenta un segnale tangibile del recupero del vino italiano su una piazza da sempre considerata difficile”. Lo ha detto, alla vigilia di Vinexpo Hong Kong, la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta.

BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): MERCATO CINESE IL PIU’ PROMETTENTE. RIMONTA ITALIANA APPENA INIZIATA

Una quota di mercato che traguarda il 7%, un valore delle vendite che supera tra gennaio e febbraio i 30 milioni di euro e un incremento in valore anno su anno del 34,7%, contro la media mondo a +19,7%. È iniziato sotto una buona stella il 2018 per il vino italiano in Cina, che dopo un 2017 chiuso a +18,6% mette a segno un primo bimestre da record. Stando ai dati import delle dogane cinesi, analizzati, alla vigilia del Vinitaly, dall’Osservatorio del vino Paesi terzi di Business Strategies in collaborazione con Nomisma Wine Monitor, quella italiana è la migliore tra le performance dei principali produttori mondiali di vino nel Paese del Dragone, una corsa che vale al Belpaese il 4° posto – soffiato alla Spagna – nella classifica dei top importer cinesi.

Sullo sfondo dell'analisi sull'export del vino italiano dell'Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies, Carlo Cambi ripercorre inefficienze e ritardi nel meccanismo di promozione del vino Italiano legato all'Ocm. Un'impasse tutta italiana - scrive Cambi - della misura europea, che preoccupa a fronte della crescita dei cugini francesi e spagnoli.

Scarica il dettaglio

BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): GAP CON LA FRANCIA SU CINA E GIAPPONE SALE A 1,4MLD DI EURO. SERVE REGIA PROMOZIONE

I 12 MESI DEL VINO NEI TOP 8 PARTNER COMMERCIALI EXTRA-UE (90% VALORE PAESI TERZI)
· +5,9% le importazioni di vino italiano nei Paesi terzi nel 2017, Francia e Spagna vicine a +10%, Australia a +12%
· Vino italiano top market in Russia, Norvegia e Svizzera. Francia in Usa, Cina, Canada e Giappone. Cile in Brasile
· Negli Usa, Italia in recupero a dicembre su leader Francia: è testa a testa (1,649 vs 1,644mld di euro)
· In Cina e Giappone Italia a 313mln di euro, Francia a 1,729mld

AL VIA IL PROGETTO DI PROMOZIONE CONGIUNTO FIRMATO BUSINESS STRATEGIES & SHANGHAI MORNING POST

ITALIA CRESCE MA PERDE QUOTE SUI COMPETITOR. PREZZO MEDIO A INCREMENTO ZERO

Natale senza fiocchi per il vino italiano, che si appresta a chiudere l’anno in crescita (circa 5,9 miliardi di euro il valore dell’export stimato) anche se a brindare saranno i suoi competitor, che crescono molto di più e in alcuni casi doppiano la performance del Belpaese. È la sintesi del bilancio consuntivo 2017 su 10 tra i principali mercati importatori di vino (67% dell’import totale) tracciato dall’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies e realizzato in collaborazione con Nomisma-Wine Monitor.

BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): USA FESTEGGIANO RIPRESA CON VINI FRANCESI

Prosegue l’impasse italiano nella commercializzazione di vino sul mercato statunitense, con la Francia che allunga decisamente il passo. Secondo l’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies, le importazioni a valore dei vini del Belpaese aggiornate ai primi 10 mesi di quest’anno hanno infatti perso ulteriore smalto (+1,4%, a/a, fonte dogane) a tutto vantaggio dei cugini d’Oltralpe (+16,4%) – che dopo il sorpasso provano la fuga – e della Nuova Zelanda (+8,3%).

DOMANI A WINE2WINE IL ‘DOS AND DON’TS’ DI BUSINESS STRATEGIES NEGLI AFFARI COL DRAGONE

Guanxi, “falsi fratelli” e brindisi a mezz’aria. Ma anche biglietti da visita consegnati a due mani, Vpn e studi semantici per la traduzione dei nomi. Sembrerebbe un messaggio in codice, ma sono solo alcune delle pillole del decalogo per il mercato del vino italiano in Cina che sarà presentato domani (dalle 12:15 alle 12:45) dalla Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta, al Wine2Wine di Veronafiere.

“Le distanze con i competitor si mantengono ampie, ma diversi indicatori ci mostrano come il vino italiano in Cina possa essere non lontano da un punto di svolta. A partire dal suo posizionamento, con il prezzo medio che cresce proprio nell’anno in cui scende in doppia cifra quasi per tutti”. Lo ha detto, oggi a Firenze al convegno sul commercio internazionale di vino organizzato dall’Accademia dei Georgofili, la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta.

Seguici!

L'agenzia

Un team di giornalisti e professionisti della comunicazione in vari comparti economici strategici del Paese

Contattaci

Chiamaci, scrivici o vieni a trovarci! Saremo lieti di fare la tua conoscenza.